DDL Concorrenza: si vota in Commissione

Mentre nell’Aula del Senato prosegue la lunghissima discussione generale sul DDL 2081 Cirinnà, in Commissione 10a si è iniziato a votare gli emendamenti presentati dai colleghi senatori al DDL 2085 ovvero la Legge annuale della concorrenza e il mercato.

Nessun mio emendamento è ancora arrivato al voto. Si è ancora ai primi articoli mentre il mio primo emendamento è all’art.18 e l’ho illustrato nel mio precedente post.

Proseguo quindi con gli altri miei emendamenti a questo importante provvedimento.

L’articolo 32 del DDL 2085 fa parte del Capo V sull’Energia e si intitola “Misure per garantire l’informazione dei consumatori”. In vista della completa apertura del mercato dell’energia elettrica e del gas prevista nel 2018 si impone una maggiore e precisa informazione ai consumatori in modo che possano scegliere consapevolmente il migliore fornitore. E’ questo quanto prevede questo articolo 32 che recita:

Art. 32.
(Misure per garantire l’informazione dei consumatori)

1. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico garantisce la pubblicizzazione e la diffusione delle informazioni in merito alla piena apertura del mercato e alle condizioni di svolgimento dei servizi, nonché il trattamento efficace dei reclami e delle procedure di conciliazione per tutti i settori oggetto di regolazione e controllo da parte della medesima Autorità, a beneficio dei clienti finali e degli utenti dei predetti settori, anche avvalendosi della società Acquirente unico Spa.

Il mio emendamento integra quanto qui previsto chiedendo di assicurare la corretta ed esaustiva informazione anche agli utenti disabili o con esigenze sociali particolari. Penso al diritto di fare una scelta consapevole delle persone non vedenti o analfabete. Questo è l’obiettivo di questo emendamento che mi auguro verrà approvato. Ecco il testo:

32.7

ORELLANABATTISTALANIECEPANIZZADE PIETRO

 Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «2. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico è tenuta a pubblicare le informazioni di cui al comma 1, sul proprio sito web, su supporto durevole nel caso in cui sia specificatamente richiesto dal cliente finale e in qualsiasi altra modalità funzionale al perseguimento delle finalità di trasparenza, efficacia, equità e libertà, tenendo in specifica considerazione le necessità degli utenti disabili e degli utenti con esigenze sociali particolari».

Il mio successivo emendamento aggiunge un nuovo articolo al DDL (Disegno Di Legge) 2085 con modifiche al c.d. decreto Crescita 2.0 che nel 2012 per la prima volta ha introdotto, nella nostra legislazione, il concetto di start-up.  E’ stato un lodevole intervento legislativo che, però, a distanza di oltre 3 anni richiede la revisione della definizione stessa di start-up che ora prevede che abbia due caratteristiche: innovativa e ad alto valore tecnologico. La seconda caratteristica ha, di fatto, ristretto troppo il campo di applicazione del concetto di start-up restringendolo alle innovazioni tecnologicamente significative. L’innovazione di una start-up può essere validamente rappresentata invece da una innovazione di processo o organizzativa e non necessariamente tecnologica. Rimuovere questa dizione ritengo potrà dare maggiore impulso a un settore dove si impegnano tanti nostri giovani ma che faticano a ricevere agevolazioni e finanziamenti.

Ecco il testo del mio emendamento:

44.0.5

ORELLANABATTISTALANIECEPANIZZADE PIETRO

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 44-bis.

(Modifiche alla definizione di start-up innovativa)

        1. Al fine di rendere la definizione di start-up innovativa maggiormente rispondente alle specifiche esigenze e caratteristiche del sistema economico nazionale e al fine di poter cogliere appieno le potenzialità di tutti i settori produttivi, alla lettera f), comma 2, articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge, 17 dicembre 2012, n. 221, le parole: ”ad alto valore tecnologico”, sono soppresse».