DELUDENTE IL PRIMO DECRETO LEGGE DEL GOVERNO CONTE IN TEMA AMBIENTALE

E’ passato sotto traccia il decreto legge 86 del 12 luglio scorso che è il primo decreto legge che si occupa di temi ambientali. Come si sa, a norma dell’articolo 77 della Costituzione, i decreti legge rivestono carattere di necessità e urgenza.

Il nostro ambiente vive tante urgenze e in provincia di Pavia ne siamo ben consci e, diciamo pure, vittime.
Vediamo quindi quali sono stati i provvedimenti introdotti con questo decreto. Si tratta dell’articolo 2 di quel decreto legge 86 che è composto da 7 commi.

Scorriamone i contenuti:

  • Il comma 1 attribuisce al Ministero dell’ambiente le funzioni, attualmente esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in materia di coordinamento e monitoraggio degli interventi per la sicurezza agroalimentare in Campania e le azioni e interventi di monitoraggio nei territori della regione Campania e nei comuni di Taranto e Statte. (caspita: è veramente fondamentale che il coordinamento delle azioni per la sicurezza alimentare in Campania sia fatto e non dalla Presidenza del Consiglio. Intervento urgente, urgentissimo!);
  • il comma 2 dispone che il Comitato interministeriale per gli interventi di prevenzione del danno ambientale e dell’illecito ambientale ed il monitoraggio del territorio della regione Campania,sia istituito presso il Ministero dell’ambiente (e non più “presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri” come nel testo previgente) (caspita: è fondamentale dove si istituisce questo Comitato, ignoto ai più, che si occupa di prevenzione. E’ urgente che lo si porti via da Palazzo Chigi e lo si porti in via Cristoforo Colombo, sede del Ministero ma pur sempre a Roma)
  • Il comma 3 attribuisce al Ministero dell’ambiente l’esercizio delle funzioni – già attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri – in materia di contrasto al dissesto idrogeologico e di difesa e messa in sicurezza del suolo;
  • Il comma 4 aggiunge alle materie di competenza del Ministero dell’ambiente:
    1. le politiche di promozione per l’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse,
    2. il coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati;

Questo comma inoltre modifica la norma relativa al Segretario generale del Ministero dell’ambiente che ora potrà essere scelto fra persone di particolare e comprovata qualificazione professionale anche fuori dai ruoli dell’Amministrazione (detto in altri termini, il Ministro vuole cambiare l’attuale Segretario generale e non potendolo fare con le attuali leggi, le cambia);

  • col comma 5 si provvede alla quantificazione puntuale e al trasferimento delle risorse finanziarie allocate e da allocare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per lo svolgimento delle funzioni trasferite con questo articolo.
  • Il comma 6 demanda ad un futuro regolamento di organizzazione per adeguare le strutture organizzative del Ministero dell’ambiente,
  • Il comma 7 stabilisce l’invarianza finanziaria delle disposizioni di questo articolo.

Scusate la pedissequa elencazione dei contenuti di questo articolo ma, per me, è una profonda delusione che il primo provvedimento in temi ambientali all’interno di un decreto urgente (quale è il decreto legge) non sia altro che una serie di interventi di organizzazione interna al Governo.
Di fatto il Ministro Costa ha pensato a portarsi sotto la sua competenza la sicurezza alimentare della Campania e il monitoraggio di quel territorio; un certo Comitato interministeriale si riunirà al Ministero dell’Ambiente e non più presso la Presidenza del Consiglio, e cose del genere.
Va sottolineata poi la porcata di cambiare la legge in modo da poter nominare un nuovo Segretario Generale che non sia un già un dirigente statale ma che possa essere un professionista “di fiducia” del Ministro. Un’altra poltrona da sistemare, insomma, per qualche amico. Vedremo.

Decisamente le urgenze, le emergenze di Italia sono altre: l’inquinamento dell’aria in pianura padana, per citarne una. Oppure l’emergenza sul ciclo dei rifiuti che ha portato anche a sanzioni europee. Oppure la diffusione delle plastiche nei mari. Il contrasto all’abusivismo edilizio. E l’elenco potrebbe continuare a lungo purtroppo.
Invece cosa fa il neo ministro nel suo primo intervento legislativo? Si preoccupa di un riordino ministeriale che andava fatto, se andava fatto, con legge ordinaria coi giusti tempi di approfondimento. 
In conclusione, una vera delusione questo decreto “urgente”.