LE PROPOSTE DI LOMBARDIA PROGRESSISTA PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DELL’ARIA

I recenti dati diffusi dal rapporto di Legambiente sull’inquinamento atmosferico ci fanno capire che la Regione, in questi ultimi anni, non ha fanno molto altro se non firmare puntualissimi Protocolli e Accordi di programma, cui però non ha dato praticamente alcun seguito.

A partire dal dicembre 2013 sono stati sottoscritti:

  1. l’“Accordo di Programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano (dicembre 2013);
  2. un “Protocollo di Intesa” per il miglioramento della qualità dell’aria, attraverso il potenziamento del trasporto pubblico a basse emissioni, siglato tra il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, la Conferenza delle Regioni e Province Autonome e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (dicembre 2015);
  3. Infine, nel giugno 2017, è stato siglato un “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano”.

Per la prima volta il piano anti smog è stato approvato non a dicembre, nel mezzo della cronica emergenza atmosferica che caratterizza gli inverni del nostro Paese, ma in anticipo. Anche se, numeri alla mano, l’anticipo della sua approvazione non ha portato poi le conseguenze auspicate in termini di efficacia.

Il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA) costituisce il nuovo strumento di pianificazione e di programmazione per Regione Lombardia in materia di qualità dell’aria, che dovrebbe aggiornare e integrare quelli già esistenti.

Tuttavia, la stessa Legambiente Lombardia ha evidenziato come l’adeguamento dei comuni chiamati a dotarsi di ordinanze per il recepimento dell’accordo sia avvenuto con inerzie e ritardi rispetto al momento in cui (inizio ottobre) sarebbe stato opportuno poter disporre di questi strumenti, ai fini delle attività di controllo e accertamento. L’associazione ambientalista, se da una parte loda la buona volontà di molti Comuni lombardi che volontariamente hanno deciso di implementare il PRIA, emanando ordinanze antismog, dall’altra ha lamentato forti limiti strumentali. Per esempio, tra i tanti limiti per l’attuazione del Piano deve sicuramente essere ricordata l’azione di controllo dei veicoli circolanti, che è stata episodica e non sistematica in gran parte delle province.

In proposito è bene ricordare che non vi è nessuna evidenza che i limiti adottati per legge dalla società rispetto alle soglie dei PM costituiscano forme di tutela per la salute. Dovremo quindi da un lato cambiare i parametri su cui formuliamo i nostri giudizi (concentrandoci sui PM2,5), dall’altro puntare a minimizzare in ogni caso la presenza di inquinanti nell’aria, come obiettivo di medio lungo periodo.

Quale dunque la critica di fondo? Sicuramente l’efficacia e la pertinenza delle disposizioni previste dal PRIA rispetto alla vastità e alla gravità del problema. In parole povere? Oltre a una strategia organica e non emergenziale, mancano gli investimenti. Le Regione è stata molto attenta e presente nel firmare accordi e protocolli e nel redigere piani, ma poi quando si tratta di stanziare i fondi per realizzarli non è poi così solerte. Nonostante la gravità e la complessità della situazione, con Pavia che si trova tra i 5 capoluoghi in tutta Italia ad aver superato per più di 100 giorni il limite per le polveri sottili e con 2900 morti premature in Italia, riconducibili agli effetti dell’ozono, la regione ha preferito puntare sulla costruzione del nuovo collegamento stradale Vigevano-Malpensa, la cui realizzazione si pone in aperto contrasto con l’obiettivo di ridurre gli inquinanti atmosferici.

Quello che la nostra lista si prefigge, quindi, è una decisa inversione di tendenza in materia ambientale, perché investire nella tutela dell’ambiente vuol dire investire in salute. Salute e ambiente sono le nostre priorità. Recepiamo dunque alcune delle proposte fatte da Legambiente Lombardia, con la quale ci auguriamo di collaborare sempre di più in futuro.

 

Proposte:

- riduzione delle fonti inquinanti, puntando su una forte limitazione del numero di veicoli privati in circolazione, favorendone la sostituzione negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro dei singoli cittadini, con la mobilità ciclistica o pedonale, il trasporto pubblico locale e l’uso condiviso e multiplo dell’automobile;

- Potenziamento dei controlli su caldaie ed edifici, vietando esplicitamente l’utilizzo di gasolio e nafta per il riscaldamento di strutture collegate alla rete di distribuzione del metano e prevedendo un sistema sanzionatorio efficace;

- Riqualificazione degli edifici pubblici e privati, prevedendo in particolare incentivi per il solare termico e il fotovoltaico nei condomini;

- Sviluppo di un’urbanistica eco-sostenibile, creando zone 30 e ampie aree pedonali, aumentando il verde urbano nelle vie del centro, nelle periferie e negli edifici pubblici e privati, promuovendo al contempo un ricambio ecosostenibile del parco mezzi circolante;

- predisposizione di un programma per la sistematica riduzione delle emissioni dal comparto agricolo e zootecnico.