Minore inquinamento con pneumatici di classe A

Oggi a Pavia e in tutto il nord Italia è arrivata la pioggia o addirittura la neve. E’ una buona notizia perché questo ci aiuterà ad  avere un’aria più pulita, almeno respirabile senza rischiare la nostra salute. Dopo mesi di siccità, di alta pressione, finalmente la pioggia e la fine di una vera e propria emergenza ambientale. Non dobbiamo avere però la memoria corta e dimenticare questo grave problema con cui conviviamo da troppo tempo.

Lo scorso 30 dicembre è stato adottato un protocollo anti-smog fra il Governo, le Regioni e i Comuni più grandi e con maggiori problemi di inquinamento dell’aria. E’ un passo importante si cui si può discutere e divergere sulle dimensioni dell’impegno e sulla tempestività dello stesso. In ogni caso, ha posto all’attenzione di tutti, anche dei più distratti, il tema dell’aria che respiriamo. Un’aria inquinata,secondo questo protocollo, principalmente da due fattori: scarsa efficienza energetica degli edifici e traffico veicolare. E’ assente la componente di inquinamento dell’aria prodotta dagli opifici che pure contribuisce seriamente all’inquinamento. Una grave carenza, direi.

La risposta emergenziale, comunque più evidente e immediata è la limitazione totale o parziale del traffico. Efficace se fatta rispettare ma che comunque non può essere protratta troppo a lungo.

Mi permetto di suggerire in quest’ambito (il traffico veicolare intendo) la possibilità che si inquini meno usando pneumatici con minore resistenza al rotolamento.  I pneumatici, soprattutto a causa della resistenza al rotolamento, rappresentano tra il 20 e il 30 % del consumo di carburante dei veicoli. Minori consumi, minori emissioni. Gli utenti sarebbero inoltre ben contenti di spendere meno alla pompa consci inoltre di inquinare meno.

Quanto qui scritto non sono mie idee ma è tratto dal “Regolamento (CE) N. 1222/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25  novembre 2009 sull’etichettatura dei pneumatici in relazione al consumo di carburante e ad altri parametri fondamentali”.

Dal 1 Novembre 2012 questo Regolamento è applicato nella Unione Europea e impone l’obbligo di etichettatura ai pneumatici con la indicazione della classe di appartenenza energetica. Una etichetta, simile a quella a cui siamo più abituati negli elettrodomestici, dove si riportano le lettere da ‘A’ a ‘G’ e dove viene indicata a quale classe il pneumatico appartiene.

Nel Regolamento citato viene scritto quanto segue (testualmente): “Grazie agli sviluppi tecnologici è possibile ridurre in modo significativo le perdite di energia dovute alla resistenza del pneumatico al rotolamento al di là delle prescrizioni minime. Per ridurre l’impatto ambientale dei trasporti su strada è pertanto opportuno fissare disposizioni che incoraggino gli utenti finali ad acquistare pneumatici che riducono il consumo di carburante, fornendo informazioni armonizzate su detto parametro.”

Le disposizioni per incoraggiare l’acquisto di pneumatici di classe A o B suggerite dal Regolamento potrebbero essere:

  • benefici fiscali per il loro acquisto (almeno per chi usa il veicolo per lavoro: tassisti, rappresentanti, etc.) oppure,
  • minori limitazioni al traffico per chi utilizza questi pneumatici oppure
  • una campagna di informazione e sensibilizzazione sui vantaggi al portafoglio e all’ambiente di questi pneumatici.

Per la nostra sicurezza ci è stato imposto l’acquisto di pneumatici invernali; per la nostra salute si potrebbe favorire (non imporre) l’uso di pneumatici energeticamente più performanti.

Mi rendo conto che questa proposta può sembrare in contrasto a una politica ambientale che favorisca l’uso del mezzo pubblico o delle biciclette. Non vedo però le cose in alternativa. Fin quando avremo un parco circolante così esteso (quante famiglie hanno più di un automobile?) dobbiamo preoccuparci anche di ridurne l’impatto ambientale.

Ecco qui un paio di foto con etichette energetiche sui pneumatici. Si vede il logo di una pompa di carburante e la indicazione della classe (nelle foto due pneumatici di classe E e uno di classe F). Analogo indicazione per l’aderenza al bagnato e la rumorosità in decibel.

Pneumatico E2 Pneumatico F