Nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo e ostruzionismo

coop sviluppoVenerdì 1 Agosto è stato approvata in via definitiva la nuova legge sulla Cooperazione allo Sviluppo. E’ un passo molto importante che in tanti aspettavano da molto tempo. Si tratta di un riordino complessivo del settore con l’introduzione di importanti novità quali ad esempio la nuova Agenzia della Cooperazione allo Sviluppo.
La riforma ha seguito un iter di esame di qualche mese in Commissione Affari Esteri con audizioni di esperti del settore provenienti da vari ambienti: ONG, università, etc.
In questo iter parlamentare vi è stata una prima approvazione al Senato a fine giugno 2014, una seconda approvazione alla Camera a metà luglio 2014 con qualche modifica al testo che ha imposto il ritorno del testo al Senato per un ulteriore esame. Le modifiche alla Camera erano di importanza minore tranne che per la introduzione della Cassa Depositi e Prestiti quale ente finanziario del settore.
Per velocizzare l’approvazione definitiva del testo è stato proposto dalla maggioranza di procedere all’esame e all’approvazione solo in Commissione Affari Esteri senza andare in aula. E’ la cosiddetta “sede deliberante” che è molto poco usata nonostante, in casi come questo di terza o quarta lettura, risulterebbe utile applicare.
Perché ciò non avviene? Perché richiede l’accordo di quasi tutti i membri della Commissione (in questo caso la Commissione Affari Esteri di cui faccio parte) ovvero quattro quinti dei propri componenti e quindi basta un quinto contrario e si blocca l’iter. E’ sufficiente la contrarietà di 5 senatori membri di commissione dunque.

In questo caso fortunatamente non sono state presentate le necessarie 5 firme di altrettanti senatori membri di Commissione per bloccare l’iter di approvazione. I 3 membri del M5S hanno provato a raccogliere durante la seduta le altre 2 firme che, sommate alle loro, avrebbero bloccato il provvedimento. Questo tentativo ostruzionistico era una forma di protesta verso il Senato rispetto all’iter di approvazione delle riforme costituzionali e non una contrarietà verso questo testo. Sarebbe stata, se fosse riuscita, una rappresaglia nei confronti del Senato per le vicende in aula dei giorni scorsi.

Non ho condiviso questa impostazione e non ho firmato la richiesta dei colleghi M5S.
Non ritengo ragionevole fare ripicche, rappresaglie, ostruzionismo su una legge attesa da anni come forma di protesta verso altro.
La priorità è fare le cose utili al Paese.
L’iter parlamentare della legge sulla Cooperazione allo Sviluppo è stato improntato al dialogo e alla disponibilità al confronto. E’ un esempio che andrebbe riprodotto più spesso e non rinnegato con la negazione della sede deliberante.