Nuovo Ponte della Becca: parliamone

 

Nel corso degli ultimi anni si è parlato molto del nuovo ponte della Becca, Diciamo pure che la esigenza di un nuovo ponte è emersa soprattutto in questa legislatura. Dopo il pilone crollato nel 2011 è stato chiaro che non bastava più riparare il ponte della Becca ma bisognava pensare ad un nuovo ponte. A livello parlamentare, in molti atti questo è stato evidenziato. La Regione invece è stata per molto tempo assente e persino nel novembre 2016 non ha previsto nel Patto per la Lombardia siglato col Governo la costruzione di un nuovo ponte della Becca. Ben 60 opere concordate fra Regione e Governo, 11 miliardi di euro in ballo ma non è stato incluso il nuovo ponte.

Nella scorsa estate su spinta dei consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione finalmente la Regione è sembrato che avesse cambiato idea considerando necessario il nuovo ponte della Becca.Mi riferisco allo stanziamento di 800.000 euro per il documento di fattibilità. Una locuzione, documento di fattibilità, mai usata prima e che, sembra, corrisponda a un progetto di fattibilità che consentirà di stimare il costo dell’opera e procedere con un bando di gara d’appalto.

Resta tutta aperta invece la partita della proprietà della strada e quindi della competenza su chi deve intervenire.

L’unica novità è l’accordo siglato fra Regione e ANAS per la gestione congiunta delle strade in Lombardia. Come noto, molte strade che in passato erano statali passarono alle Province. Adesso, a distanza di anni, le stesse strade passeranno ancora di mano. In molte regioni, Governo e Regione si sono divise le strade ex-provinciali: alcune allo Stato cioé ANAS, altre alla Regione. Semplice e rapido da definire.

Invece la Regione Lombardia propone una soluzione unica in Italia: la creazione di una società congiunta fra ANAS e Regione per la gestione delle strade. Accordo fatto a marzo 2017 ma società ancora non costituita. Qualche giorno fa, l’annuncio che la società nascerà a metà gennaio 2018 (“solo” 10 mesi dopo il primo annuncio) e si chiamerà Lombardia Mobilità S.p.A. Sarà operativa fra altri 6 mesi.

Legge Mappa Pavia e provincia

Si potrebbe pensare che questa nuova società gestirà tutte le strade in Lombardia. Non sarà così. Si tratta solo delle strade ex-provinciali che però vengono comunque divise in 2 categorie: la Nuova Rete Regionale e la Nuova Rete Statale. Cosa significhi questa divisione non è chiaro. Nelle dichiarazioni roboanti dello scorso 8 dicembre del Presidente Maroni si legge, cito testualmente, “Lombardia Mobilità’, infatti, per la prima volta in una Regione, rappresenta un modello di integrazione fra chi ha il compito di programmare, progettare e decidere cosa serve (la Regione) e chi deve gestire concretamente (Anas)”.

La Regione quindi, ente più vicino alle esigenze del territorio “decide cosa serve”; programma gli interventi insomma.

Anche il Comunicato Stampa di ANAS dell’8 dicembre indica, cito testualmente, che Inoltre, sulla base dei piani di investimento statali e regionali, saranno programmate le spese per la manutenzione straordinaria e le nuove opere.”

Occorrerà definire quindi piani di investimento per finanziare le nuove opere.

Nulla di improvvisato come un emendamento in legge di bilancio, direi, ad esempio.

Mi sembra invece chiaro che Regione e Governo si debbano parlare e concordare questi piani di investimento. Va detto però che la Regione non sta contattando il Ministero delle Infrastrutture per definire insieme questi piani di investimento.

Il Vice-Ministro Nencini mi segnala che è in attesa, da tempo, che la Regione Lombardia si faccia viva.

Temo che Regione Lombardia non lo farà perché oramai siamo in campagna elettorale e se Regione e Governo concordassero un piano di investimento cadrebbe l’accusa di disattenzione del Governo che la Lega Nord sta raccontando agli elettori pavesi.

Aspettiamo comunque la costituzione della nuova società e soprattutto la definizione di questi piani di investimenti. Questo sempre che la Regione si voglia sedere al tavolo.