Operazione verità a fronte dello stallo politico

Provo a fare una operazione verità sulla situazione politica in Italia e poi ad aggiungere qualche considerazione personale. Vado per punti:

1) l’Italia è una repubblica parlamentare dove nelle elezioni si elegge un Parlamento e non un Governo. Il Governo si forma in Parlamento seguendo le indicazioni del Presidente della Repubblica. Sbaglia quindi Di Maio (come faceva in passato Berlusconi) a dire che gli italiani hanno scelto lui come Presidente del Consiglio. Non lo prevede la Costituzione.

2) Le elezioni del 4 marzo non hanno prodotto uno o più vincitori. Mi spiego: nel sistema proporzionale in vigore non esiste un vincitore se intendiamo col termine vincitore colui che, per legge, con certezza, governerà. Come detto prima, gli accordi si fanno in Parlamento dopo le elezioni. Diciamo quindi che Di Maio e Salvini sono i leader delle più numerose minoranze di Italia. Nessuno di loro è maggioranza assoluta nelle percentuali di voti e di seggi nelle aule parlamentari. Di Maio è il leader del partito di maggioranza relativa in Italia. Salvini è il leader della coalizione di maggioranza relativa in Italia. Niente di più.

3) la legge elettorale in vigore (il cosiddetto Rosatellum bis) non prevede alcun premio di maggioranza per chi supera il 40% dei voti. Questa falsa informazione viene spesso citata anche da autorevoli commentatori politici ma, ripeto, non corrisponde al vero. Alcuni esperti hanno ipotizzato che considerando i voti dispersi per i partiti sotto la soglia del 3% e il fatto che il partito o la coalizione che superasse il 40% probabilmente vincerebbe più del 40% dei collegi uninominali quindi potrebbe arrivare al 50% totale dei seggi. Sono però simulazioni rischiose e prive di certezze. Quello che resta vero è comunque che chi prende più voti poi ottiene più seggi di quelli della percentuale ottenuta. E’ successo con M5S che ha preso 32% dei voti ma il 36% dei seggi e per la destra che ha preso 37% dei voti e 42% dei seggi.
Secondo me, solo se qualche schieramento superasse 44-45% dei voti avrebbe seppure di poco il 50% dei seggi e potrebbe governare da solo.

La considerazioni che mi sento di fare sono invece le seguenti:

1) se vogliamo trovare un vincitore alle elezioni col sistema elettorale proporzionale si può solo dire che vince chi è capace di fare alleanze senza rinnegare la propria identità, senza tradire i propri programmi , i propri ideali

2) conseguenza della precedente considerazione è che, se si vuole governare, bisogna evitare una campagna elettorale basata sull’insulto degli avversari politici, sulla loro delegittimazione, sul disconoscere il loro diritto di esistere, addirittura. Risulta infatti poco credibile agli occhi dei tuoi stessi elettori che coloro che sino a pochi giorni prima urlavi nelle piazze rappresentare la peggior sciagura per l’Italia poi diventano i tuoi alleati in un governo comune.

3) sarò ingenuo ma mi piacerebbe una campagna elettorale basata sulla spiegazione agli elettori della bontà dei propri programmi e sulla propria capacità di ben governare. Una campagna che esalti le proprie positività tralasciando le negatività dei propri avversari politici. Una campagna che si possa riassumere in: vota me che sono più bravo degli altri, ho un programma migliore e merito la tua fiducia.