Pilastro sociale europeo, questo sconosciuto

Domani a Goteborg in Svezia si terrà un importantissimo vertice europeo che si occuperà del cosiddetto pilastro sociale europeo. Si tratta di una serie di misure e di interventi in ambito sociale che gli Stati Membri concorderanno a beneficio delle fasce più disagiate dei cittadini europei.

Siamo in tanti a lamentare una Europa dei burocrati, concentrata sulle esigenze delle banche e, magari, esasperando un pò il concetto, dei poteri forti. Una Europa che ha proceduto a dotarsi di una moneta unica, di una banca centrale unica, che sta procedendo verso la auspicata unione bancaria e fiscale. Ci sembra assente una dimensione sociale dell’Europa.

Questo vertice di Goteborg può rappresentare una svolta e mi auguro che lo sia. Mi auguro si intraprenda la strada di rendere concreta la Carta sociale europea firmata addirittura nel 1961 e rivista più volte sino alla sua ultima versione del 2016 di Torino.

Di questo vertice se ne parla però poco o niente nei media. Nessun accenno nei principali quotidiani o magazine a questo appuntamento. Eppure il dibattito su atti concreti in favore della protezione sociale e l’inclusione, per le pari opportunità, contro le discriminazioni, per condizioni di lavoro più eque è di estrema attualità soprattutto nel campo del centrosinistra.

Non se ne è parlato affatto inoltre in Senato e, temo, anche alla Camera. Sarebbe stato importante conoscere, ad esempio, la posizione italiana e quali erano le aspettative del nostro Governo rispetto a questo vertice.

L’appuntamento però è stato totalmente ignorato nel dibattito parlamentare sia in aula plenaria sia nella commissione di merito.  E’ una grave lacuna che spero possa essere sanata riferendo il Governo, nei prossimi giorni, in Senato, sugli esiti di questo vertice.

In Europa, e l’Italia non è esente, si sta producendo un processo di scollamento sociale che favorisce fenomeni di xenofobia, di razzismo, di intolleranza con azioni violente.

Le notizie che ci vengono da fuori dell’Europa non sono anch’esse incoraggianti, per usare un eufemismo.  Ignorare o sottovalutare il problema, o addirittura incoraggiarlo come talvolta è sembrato fare la amministrazione Trump in USA, ha portato ad un aumento del 26% delle aggressioni a sfondo razziale dall’inizio della sua amministrazione e addirittura del 46% per quelle omofobe.

E’ necessario mantenere alta la attenzione e attuare politiche sociali a livello nazionale ed europeo per evitare forme di imbarbarimento.