SALVINI AL DI SOPRA DELLA LEGGE: FINE DELLO STATO DI DIRITTO?

Oggi la Giunta per le immunità del Senato inizierà l’esame della richiesta di autorizzazione a procedere per il Ministro dell’Interno Salvini accusato di sequestro di persona. Al termine dell’esame il relatore preparerà un parere, votato in Giunta, che verrà poi sottoposto all’esame dell’aula del Senato che dovrà votare su tale parere. Per evitare che il Ministro venga processato è necessario che 161 (maggioranza assoluta) voti contro la autorizzazione a procedere. È una procedura particolare legata all’articolo 96 della Costituzione che impone la decisione di una delle due Camere per le autorizzazioni a procedere riferite al Presidente del Consiglio e ai Ministri per reati contestati nell’esercizio delle loro funzioni. Questa tutela si applica quindi anche ai Ministri che non fossero parlamentari (non è il caso dell’attuale Ministro dell’Interno che è anche senatore).
Ci sono pochissimi precedenti di casi del genere e, per questo motivo, il voto è particolarmente importante in quanto creerà un precedente in un senso o nell’altro.
Nella nota lettera al Corriere della Sera di ieri, il Ministro Salvini ha, di fatto, ammesso di aver commesso il reato contestatogli dalla Procura cioè il sequestro di persona. La vicenda è quella dei naufraghi che erano nella nave militare italiana Diciotti e che, invece di essere prontamente sbarcati e accolti, sono stati trattenuti contro la loro volontà e quindi, secondo la interpretazione della Procura, sequestrati su ordine del Ministro Salvini. Il reato di sequestro di persona è un reato particolarmente grave e prevede una pena da 1 a 10 anni per il pubblico ufficiale che lo commette abusando del suo potere.
La motivazione per non essere processato da parte del Ministro Salvini è che lo avrebbe fatto secondo la legge 1/1989 che dispone, all’articolo 9, che un Ministro non debba essere processato se ha “agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico”. Occorre domandarsi quindi quale interesse dello Stato avrebbe difeso il Ministro Salvini sequestrando alcuni migranti in una nave militare italiana? Quale preminente interesse pubblico ha tutelato? Secondo me nessun preminente interesse pubblico è stato tutelato ma lui sostiene invece, nella sua lettera, che ha agito per contrastare la immigrazione clandestina.
Le dichiarazioni di quei giorni smentiscono questa sua motivazione: lo ha fatto invece per fare pressioni sui partner europei per ottenere una redistribuzione dei migranti. Se fosse stato il contrasto alla immigrazione clandestino l’obiettivo della sua azione avrebbe, ad esempio, fatto ripartire la nave Diciotti per la Libia per riportare in quel Paese i naufraghi. Oppure avrebbe fatto sbarcare i naufraghi e poi immediatamente trasferiti via aereo verso la Libia (non aveva promesso di rimpatriare centinaia di migliaia di stranieri irregolari? Era l’occasione buona per farlo). Quella di Salvini è solo una misera scusa per non assumersi le sue responsabilità e farsi processare.
Ammesso e non concesso però che effettivamente Salvini abbia agito per perseguire un preminente interesse pubblico (in realtà, come scritto, lo ha fatto per fare pressione ai partner europei), è legittimo che un Ministro commetta un così grave reato per contrastare un altro reato? È giusto sequestrare delle persone per contrastare il reato di immigrazione clandestina che è solo un reato amministrativo (non è previsto il carcere)? Non c’è proporzionalità fra le due azioni, fra i due reati, secondo me.
È in questo senso che si sta creando un pericolosissimo precedente. Se in futuro avessimo un Ministro dell’Interno che, ad esempio, spara sui cittadini, sul popolo che manifesta contro il suo governo questi si potrebbe giustificare dicendo che lo ha fatto per il “perseguimento di un preminente interesse pubblico” quale è quello di contrastare il reato di danneggiamento (art.635 del codice penale). È un reato depenalizzato ma pur sempre un reato. In questo caso si potrebbe benissimo citare il precedente del sequestro da parte di Salvini della nave Diciotti.
Ricordo infine che, a suo tempo, il M5S avrebbe voluto abolire il reato di immigrazione clandestina ma ora, che è al potere e prono ai desiderata dell’alleato leghista, lo ha dimenticato. Certo era un po’ di tempo fa, quando il M5S aveva ancora un etica e non era guidato solo dal cinismo della realpolitik. Tempi ormai andati. Ora vince l’attaccamento alla poltrona.