Sui partiti politici e sulla democrazia ovvero l’articolo 49 della Costituzione

Lo scorso 21 maggio ho presentato un mio disegno di legge che ha lo scopo di dare piena applicazione all’articolo 49 della nostra Costituzione ovvero l’applicazione della democrazia all’interno dei partiti. Ricordo che tale articolo recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Ritengo che i partiti (e i movimenti, leghe, gilde e le forze politiche in qualunque altro modo denominati) per essere credibili nel gestire in modo democratico la cosa pubblica devono a loro volta applicare il metodo democratico al loro interno, come dice d’altronde la nostra Costituzione. Non sembra logico infatti che partiti internamente non democratici possano invece diventarli nella gestione dei beni comuni.

Mi sembra una considerazione molto ovvia e pacifica anche se nella realtà italiana diventa una scelta addirittura rivoluzionaria in quanto lo scenario politico italiano è dominato da partiti e movimenti che non applicano la democrazia interna: non hanno organi interni eletti democraticamente, non scelgono democraticamente i propri candidati alle elezioni e persino non hanno momenti di discussione politica interna quali sono i congressi. Se si volesse fare un elenco di quali forze politiche in Italia fanno periodicamente un congresso si farebbe prima a elencare i pochi, pochissimi partiti che lo fanno rispetto a quelli che non lo fanno.

Andiamo ora a quanto prevede il mio disegno di legge.

Per poter partecipare alle competizioni elettorali una forza politica (che corrisponde quindi a un partito o movimento o lega o altro) deve avere dotarsi di personalità giuridica dotandosi di un atto costitutivo e di uno statuto. Nello statuto deve essere indicata la composizione democratica del partito: gli organi collegiali, la periodicità della loro elezioni e degli appuntamenti congressuali, il limite massimo di mandati per gli organi interni, etc.

Insomma tutti i momenti democratici interni alla forza politica. Anche le procedure per modificare lo statuto per continuare con le disposizioni previste nel mio ddl.

In particolare il mio ddl definisce l’obbligo di elezioni interne alla forza politica per definire i candidati alle elezioni. Queste elezioni interne dette primarie saranno organizzate tramite gli uffici elettorali già esistenti che garantiscono terzietà ed evitando così abusi ai quali siamo oramai tristemente abituati. Nel ddl, prevedo anche le primarie online da parte della forza politica che però dovrà fornire tutti le informazioni sull’infrastruttura telematica dedicata e i nominativi dei gestori del sito internet dedicato alle elezioni ed equiparabili, in questo caso, agli scrutatori.