Sulla immunità parlamentare

Affronto in questo post il tema dell’ immunità parlamentare. Lo faccio anche se nella Riforma costituzionale che voteremo il prossimo 4 dicembre, l’articolo 68, che tratta dell’ immunità parlamentare, non viene modificato.

Va detto però che ha suscitato perplessità in alcuni il fatto che l’ immunità parlamentare dell’articolo 68 venga garantita non solo ai deputati ma anche ai futuri senatori. Come noto saranno 74 consiglieri regionali e 21 sindaci oltre che 5 nominati dal Presidente della Repubblica.

Negli ultimi anni i consiglieri regionali sono stati coinvolti in molte inchieste giudiziarie riguardanti soprattutto l’utilizzo dei fondi ai gruppi. Per evitare il ripetersi di situazioni simili, l‘articolo 40 della Riforma costituzionale prevede che non vengano erogati rimborsi o analoghi trasferimenti monetari in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali. La Riforma costituzionale blocca, quindi, definitivamente questo malcostume sull’uso di quei soldi pubblici.

E’ interessante, poi, ricordare che nel 1948 l’ immunità parlamentare era un scudo totalmente protettivo del parlamentare. Infatti, la versione del 1948 dell’articolo 68 della Costituzione recitava: “Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale”.

Non era possibile per la Magistratura neanche istruire un processo contro un parlamentare se non previa autorizzazione del Parlamento stesso. La protezione era quindi totale.

Nel 1993 questo articolo è stato modificato e ora si limita a: Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna”.

Oggi quindi la immunità parlamentare è limitata a evitare il carcere e le perquisizioni personali o domiciliari del parlamentare. Solo questo. Non è poco ma è solo questo!

I processi contro i parlamentari possono essere portati avanti e arrivare a sentenza. Se la sentenza definitiva fosse poi di colpevolezza, il parlamentare andrebbe in carcere senza la possibilità che il Parlamento possa evitarlo.

La protezione della immunità parlamentare è ora decisamente inferiore.

Le ragioni all’origine dell’istituto dell’immunità parlamentare e il perchè delle modifiche nel corso del tempo

C’è da chiedersi perché i padri costituenti si erano attribuiti quella protezione così forte e completa. Forse per far evitare il carcere a loro stessi o a qualche loro amico? Forse perchè erano in malafede e volevano proteggersi per poter compiere qualsiasi malefatta, certi dello scudo totale dell’articolo 68?

Nulla di tutto ciò. Fu introdotto quel tipo di protezione del parlamentare perché, all’epoca, dopo il fascismo e all’inizio della Guerra Fredda, con il mondo che si prospettava spaccato in 2, vari partiti temevano che la Magistratura potesse agire contro i parlamentari per ragioni politiche. Fondato o meno che fosse questo timore è stato considerato più prudente proteggere totalmente i parlamentari.

Nel corso dei decenni, però, queste ragioni sono venute meno e, anzi, quel tipo di immunità è stato considerato come un odioso e inaccettabile privilegio.

Nel 1993 è stata quindi modificata perché non corrispondeva più al sentire comune.

L’evoluzione della immunità parlamentare, dell’articolo 68, è un esempio di una disposizione della “Costituzione più bella del mondo” che ha mostrato di non essere al passo dei tempi. Col tempo è stata giustamente modificata.

Ora la stessa inadeguatezza, il non corrispondere alle esigenze del ventunesimo secolo di alcune disposizioni quali il bicameralismo paritario rendono necessaria una revisione, un aggiornamento, un superamento.

Il bicameralismo paritario non va rinnegato totalmente ma limitato ai casi realmente necessari ed evitato nella maggioranza dei procedimenti legislativi.

Non è, quindi, una “mancanza di rispetto” nei confronti della Costituzione repubblicana ma la sua naturale evoluzione.