Sulla prescrizione dei reati

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Ieri, mercoledì 17 giugno 2015, ho presentato una riforma complessiva dell’istituto della prescrizione penale tramite un emendamento al ddl 1844 attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato.

Solo nel 2013 più di 40.000 processi si sono prescritti tra primo grado, appello e Cassazione. Ciò, tra i vari effetti negativi, ha comportato sia l’impossibilità di una sentenza nel merito sia il “girare a vuoto” del nostro sistema giudiziario con un grande dispendio di risorse.

La mia proposta introduce tre grosse novità rispetto all’attuale sistema sulla legge Cirielli del 2005.

Prima di tutto impedisce che vi possano essere prescrizioni dopo l’esercizio della azione penale dato che la prescrizione viene interrotta definitivamente dopo tale momento. In questo modo vengono scoraggiate le condotte dilatorie da parte degli imputati che puntano alla prescrizione. Si ipotizza un maggior ricorso ai riti alternativi e un minor uso, strumentale all’ottenimento della prescrizione, dell’appello e del ricorso in Cassazione.

Poi semplifica le tempistiche reintroducendo un sistema per fasce ed eliminando il sistema delle interruzioni e delle sospensioni.
La prescrizione estingue il reato in sei anni per le contravvenzioni, dodici anni per i reati con pena massima di dodici anni e diciotto anni per i reati con pena massima superiore ai dodici anni. Il 416-bis, il 416-ter e i reati che prevedono l’ergastolo come pena massima, anche per effetto di circostanze aggravanti, sono imprescrittibili.

Infine a tutela della ragionevole durata dei processi (ricordiamoci l’art.111 della Costituzione), ispirandosi al sistema tedesco e a quello spagnolo, introduce l’istituto dello sconto di pena tramite una modifica alla legge Pinto. Per l’imputato assolto viene previsto un indennizzo più sostanzioso rispetto all’attuale (si passa da 500-1500 euro a 1500-5000 euro per ogni anno oltre la ragionevole durata del processo), mentre per l’imputato condannato viene previsto uno sconto di pena tra i due e i quattro mesi per ogni anno oltre la ragionevole durata del processo. Lo sconto non potrà eccedere la metà del minimo della cornice edittale del reato.