Venezuela: un mio primo commento alle elezioni

cne venezuelaSi sono da poco concluse ll elezioni parlamentari in Venezuela e, per molti, sono state una sorpresa. Invece sono stato quanto di più logico e prevedibile ci si potesse aspettare.

Il Venezuela ha punito chi lo ha governato negli ultimi anni. Anni  che, a causa di una crisi economica profonda, hanno portato molta sofferenza a tutti i venezuelani.

Come capita in tutto il mondo, i cittadini considerano responsabile principalmente il governo della situazione in cui vivono. Attori esterni e internazionali sono stati considerati poco influenti nell’attuale crisi economica venezuelana.

Potendosi esprimere in libere elezioni democratiche ha prevalso il desiderio di cambiamento e forse anche la voglia di punire chi si ritiene colpevole di non aver saputo governare.

La sorpresa di tanti invece è stata la possibilità di veder sconfitto alle urne il governo socialista in carica da tanti anni. Molti temevano brogli e quindi un risultato falsato. Non è stato così.

Altra sorpresa per molti, è stata l’immediato riconoscimento della sconfitta da parte del Presidente Maduro che ha sicuramente aiutato a evitare scontri e violenze di piazza.

La vittoria così ampia dell’opposizione, riunita sotto la sigla MUD (Mesa de Unidad Democratica), è invece la vera sorpresa. E’ molto probabile che MUD avrà, in definitiva, 112 seggi e il PSUV i rimanenti 55 quindi due terzi all’opposizione e solo un terzo al partito del Presidente.

Il Venezuela, pur con difficoltà e gravi criticità, ha dimostrato di essere una democrazia in cui l’alternanza del potere è possibile e reale.

Ora cosa ci aspetta?

Il Venezuela è una repubblica presidenziale e il Presidente Maduro, pur avendo un Parlamento ostile, può rimanere al suo posto e continuare a governare. Ha però chiaramente perso le elezioni di medio-termine e di questo dovrà tener conto.

I suoi provvedimenti andranno come sempre al vaglio del Parlamento ma ora dovrà negoziarne i contenuti e la sua azione sarà quindi condizionata.

Non vedo, in sé, questo in senso negativo se prevarrà il buon senso da parte di tutti.

Si potrebbe aprire una fase di grande concertazione con tutte le forze politiche sugli interventi urgenti che la crisi impone. Una specie di governo di unità nazionale o almeno dove i principali provvedimenti godano del massimo consenso. Dove si chiudano i contenziosi coi paesi limitrofi e ci si concentri sul far ripartire l’economia.

Infine un’ultima considerazione: la coalizione MUD riunisce oltre 15 partiti di opposizione. Di destra, di centro e anche di sinistra. Tutti uniti per contrastare il partito Partito Socialista del Presidente. Ora che il risultato è stato ottenuto, secondo me, emergeranno le naturali differenze fra le varie componenti del MUD.

Ripartirà così, mi auguro, un serio confronto politico in Venezuela fra tutti i partiti che può aiutare un processo di riconciliazione e di dialogo assolutamente necessario.